IL PITTORE DI ANIME


 


 

SINOSSI
Barcellona, 1901. La città attraversa un momento di estrema tensione sociale: la miseria delle classi più umili si scontra con il lusso dei grandi viali, nei quali originalissimi edifici appena sorti o in costruzione annunciano l’arrivo di una nuova e rivoluzionaria stagione artistica, il Modernismo. Dalmau Sala, figlio di un anarchico giustiziato dalle autorità, è un giovane pittore e ceramista che vive intrappolato tra due mondi: da un lato quello della sua famiglia e di Emma Tàsies, la donna che ama, entrambe attivamente impegnate nella lotta operaia; dall’altro, quello del lavoro nella fabbrica di ceramiche di don Manuel Bello, il suo mentore, ricco borghese dalla incrollabile fede cattolica.

Nel Pittore di anime, Ildefonso Falcones tratteggia il meraviglioso arazzo di un’epoca convulsa, nel quale l’amore, la passione per l’arte, le rivolte sociali e le vendette personali si fondono in un intreccio emozionante, il ritratto di una Barcellona capace di ribellarsi al grigio potere della tradizione, dimostrando ancora una volta un’innegabile maestria nel tessere personaggi vividi e avventure straordinarie sullo sfondo della Storia di cui è appassionato e attento studioso. 

 

AUTORE: Ildefonso Falcones

CASA EDITRICE: Longanesi

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2019

PAGINE: 696



RECENSIONE

              Siamo agli inizi del 1900 e le rivoluzioni operaie cercano affannosamente di farsi riconoscere diritti per noi inalienabili.

         Contrapposta alla fame e alla miseria della classe operaia c’è la borghesia barcellonese che vive il modernismo architettonico. 

           La ricchezza dei palazzi si esprime con libertà creativa, colore, ricerca di luce e movimento. Nascono le opere di Gaudi, di Domènech i Montaner, di Puig i Cadafalch: Parc Guell, casa Batllò, casa LLeo Morera, casa Amatller e molte altre. In tutte queste grandi opere architettoniche gli azulejos (ceramiche decorative) sono parte integrante dei progetti e sono anche il fil rouge che unisce i due mondi contrapposti in cui vive il protagonista.

         Dalmau Sala giovane e talentuoso ceramista viene tirato tra il mondo operaio e anarchico da cui proviene e la vita opulenta della classe agiata che ammira le qualità artistiche del ragazzo. La fine, scontata, del ceramista, prevede una caduta e una riabilitazione vendicativa, sostenuta dall’amore della famiglia e dai trinxeraire (ragazzi di strada) a cui lui ha mostrato rispetto.

          Tutti personaggi sono scolpiti nella storia sociale in cui vivono, legati al proprio ruolo ideologico senza la possibilità ne la capacità di uscire dal contesto.

        Il libro è abbastanza scorrevole,  sostenuto da numerosi dialoghi e da un linguaggio semplice e immediato. La descrizione dell’ambiente culturale in cui fervono le azioni risulta un po’ lunga e ripetitiva, ma gli abusi sulla condizione operaia e sulla donna in particolare costruisce un legame che fa procedere con interesse il lettore.    


OPINIONI PERSONALI 

         Come già successo per tutti gli altri suoi libri sono rimasta intrigata dal periodo storico, a me sconosciuto, così efficacemente raccontato. Le vicende della coprotagonista Emma, amata da Dalmau, mi hanno trascinato nel mondo delle rivendicazioni sociali e delle lotte per l’uguaglianza.

        I Barcellonesi hanno scioperato a più riprese, creato serrate e attuato strategie efficaci come quella di mettere davanti alla polizia le ragazze e le donne con i bambini piccoli in braccio, sperando che le forze armate non avessero il “cuore” di combattere contro di loro.  Hanno rivendicato il diritto di non dover morire di fame senza ottenere null’altro che ulteriore povertà.

        In mezzo a tutte queste lotte salta agli occhi, completamente coinvolgente, la condizione della donna che subisce soprusi in ogni ambiente senza potersene in alcun modo alienare.

       Infine mi ha  sorpreso scoprire che i valori della lotta sociale sono stati contrapposti all’ideologia religiosa, mentre gli industriali che si sono arricchiti sulle spalle del popolo sono biasimati ma, incredibilmente, non sono il nemico da attaccare durante le rivolte. Ad esempio nell’ultima lotta sociale di Barcellona ben 80 edifici religiosi verranno dati alle fiamme, ma nessun edificio privato o lavorativo degli industriali verrà preso di mira.

 

 

Consigliato    SI

 

A chi            - A chi ama Barcellona e vuole approfondire  la sua storia

                    - A chi sta per partire per visitare la città perchè avrà uno                                                   sguardo sostanzialmente diverso

  Manuela

                                                                                      

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