LA STRADA DEI FIORI DI MIRAL
Una emozionante storia di formazione, un intenso racconto con cui Rula Jebreal ci offre una testimonianza delle sue stesse esperienze attraverso lo sguardo appassionato di Miral. Un documento realistico e poetico delle aspiraazioni dei giovani palestinesi, divisi come la loro terra tra il bisogno di lottare e il sogno di una pace mai raggiunta.
Storie di donne in fuga da una terra dilaniata dai contrasti, da un destino di violenze familiari, da un futuro presago di terrore. Sullo sfondo, Gerusalemme "con le sue pietre bianchissime imbrattate di sangue", e la scuola di Hind Husseini, fondata nel 1948 per dare istruzione alle bambine vittime dell'occupazione. Una biografia collettiva, coraggiosa e poetica come un fiore del deserto.
AUTORE: Rula Jebreal
CASA
EDITRICE: Rizzoli
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2004
PAG: 264
RECENSIONE
E’ la storia di una ragazza palestinese nata e cresciuta a Gerusalemme nel periodo in cui la prima intifada (termine arabo che significa rivolta) spinge i palestinesi, posti sotto il controllo amministrativo Israeliano, a ribellarsi gettando pietre contro l’esercito e i carrarmati del “nemico” al governo. Queste manifestazioni persero intensità nel corso degli anni, anche perché alle uccisioni dei manifestanti, le truppe israeliane di occupazione, aggiunsero la pratica di spezzare a bastonate le braccia dei lanciatori di pietre (soprattutto minorenni).
Il libro, improntato fortemente sulle esperienze dell’autrice, risulta essere un coacervo coerente di racconti: ragazze che hanno subito crimini di guerra, abbandoni per disonore e abusi di vario genere, ma che, nonostante tutto, hanno una insopprimibile voglia di libertà, un gran coraggio e tanto orgoglio per la loro terra – che spesso si trasforma in orgoglio per la loro causa –associato ad un desiderio perennemente agognato di pace che, troppo spesso, è ricercato con la lotta.
Il fil rouge che lega tutte le ragazze è Hind Husseini donna di grande levatura morale che ha creato dal nulla, nel momento del bisogno, un istituto che accoglie ed educa tutte le ragazze abbandonate al fine di creare una nuova generazione di donne istruite e capaci di cambiare le cose. E lo fa con tanto amore per ognuna di loro. Diventa la loro “mamma” e cerca di proteggerle dal mondo esterno che le chiama a combattere. Non lo fa isolandole dalla realtà che le circonda. Anzi le invia nel campo profughi di Kalandia, vicino a Ramallah, per fare da insegnanti ai giovani del campo, permettendo alle sue ragazze di vivere da vicino i soprusi e le condizioni umilianti in cui si svolge la vita di quei "reclusi". Contemporaneamente cerca di far loro capire l’inutilità delle ostilità contrapponendo sempre la Pace non solo come possibile, ma indispensabile. Per tutti.
Il film tratto da questo libro è stato ampiamente osteggiato dalle comunità ebraiche che hanno cercato di bloccare la prima nella sala della Assemblea generale della Nazioni Unite. L’autrice si è sempre difesa dicendo che il libro/film parla soprattutto di pace, da entrambe le parti.
E' facile affermare che, nel libro, il popolo israeliano viene dipinto nell’atto di compiere una “vera e propria pulizia etnica”. Ma non ci sono sterili polemiche a dichiarare ciò. Semplicemente i fatti raccontati con gli occhi di chi li ha subiti, di chi li ha vissuti sulla propria pelle con tutta la durezza e crudeltà con cui sono stati perpetrati.
Scritto in modo leggero, asciutto e articolato, ricco di personaggi avvincenti e di rapidi cambi di scena il libro fa volare da una pagina all’altra e finisce troppo presto. Pur percependo costantemente la rabbia che scorre sotto le fondamenta delle parole, non vorresti staccartene mai. Vorresti, con Hind, dare la possibilità di un futuro diverso ad ognuno dei personaggi.
Rula Jebreal è una scrittrice appassionata, coinvolgente ed elegante. Una giornalista nello stile: non c’è niente di più di ciò che serve per farti appassionare.
Consigliato SI
Manuela

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