LA FIGLIA DEL PODESTA'

 

 
 
 
Bellano è in gran subbuglio. Con apposita delibera, Agostino Meccia, l'autorevole podestà della cittadina affacciata sul lago, ha deciso di perseguire un progetto assai moderno e ambizioso: una linea di idrovolanti che collegherà Como, Bellano e Lugano, darà lustro alla sua amministrazione, attirerà frotte di turisti e farà schiattare d'invidia i comuni limitrofi. Tutto sembra filare liscio, in quel placido e fascistissimo 1931. Anche se c'è un problema: per le casse di un piccolo comune l'investimento sarà enorme, e oltretutto l'idrovolante dovrà essere debitamente collaudato. E poi Renata, la figlia del podestà: fino a ieri era solo una bambina, ora è diventata così strana, non avrà mica qualche nuovo capriccio?

 

 

AUTORE : Andrea Vitali 

CASA EDITRICE: Garzanti 

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2005

PAGINE: 350

 

 RECENSIONE

Siamo a Bellano nel periodo fascista. La ridente cittadina affacciata sul lago non è la protagonista di questo racconto, benché la vita di paese e dei suoi inevitabili e ingarbugliati legami è l’irresistibile sottofondo della storia.

In questo racconto VItali ci svela le azioni e i pensieri baldanzosi di un omuncolo borioso cresciuto all’ombra di un grande padre: il Podestà Meccia. E con lui tutta la famiglia e le persone a lui più strettamente legate vengono brillantemente descritte.

Capitoli brevissimi, scrittura rapida e divertente, uno stile unico, potente, efficace. In alcuni momenti il racconto è esilarante, ma a differenza di OLIVE COMPRESE (che ho letto precedentemente) il ritmo del racconto scema attorno alla storia dell’idrovolante di Bellano. Storia che viene presentata come realmente accaduta grazie alla copia della delibera di impegno del Comune in questione verso la SISTAR, società affittuaria del mezzo aereo e del suo conducente, stampata sulle pagine interne della copertina.

A rendere leggera la storia sono le figure da commedia degli equivoci che circolano intorno alla famiglia del podestà: Mercede Vitali una smortina tuttaossa, la Rosina sguardo limpido e mente acuta, l’Albina tetragona ai libri e l’avocàt che prima di esprimere un parere si palpava il gozzo quasi per averne approvazione (tanto per fare alcuni esempi).

Non l’ho trovato il più divertente tra i suoi romanzi, e di certo non consiglierei di iniziare a conoscere il Vitali partendo dalla figlia del podestà. Resta in ogni caso una lettura  leggera e piacevole con personaggi tutti da immaginare.

 

 

 

Consigliato    SI e NO

 
 
A chi            -   desidera una piacevole storia in buona parte vera
                     -   a chi ha già letto tutti gli altri libri dell'autore
                     


Manuela

 

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