IL PRESIDENTE E' SCOMPARSO
Che cosa vuol dire davvero essere l'uomo più potente al mondo?
In contemporanea mondiale, il primo romanzo dell’ex presidente degli
USA scritto a quattro mani con l’autore di thriller più venduto al
mondo.
I dettagli che solo un presidente conosce e la suspense che
solo James Patterson sa creare per il thriller più avvincente e
inaspettato degli ultimi anni
La Casa Bianca è la residenza del
Presidente degli Stati Uniti, la persona più osservata, controllata e
protetta del mondo. E allora come fa un Presidente a scomparire senza
lasciare traccia? Ma, soprattutto, perché dovrebbe farlo? Nato dalla
collaborazione senza precedenti tra il presidente Bill Clinton e lo
scrittore più venduto al mondo, James Patterson, Il presidente è
scomparso è una storia mozzafiato proveniente dalle altezze vertiginose
del potere. Un romanzo che rende davvero l’idea di cosa voglia dire
sedersi nello Studio Ovale – la pressione eccezionale, le decisioni
lampo, le opportunità stimolanti, il potere che corrode – che può essere
definito come il thriller del decennio, che confronta le minacce più
oscure che il mondo deve affrontare con gli interessi più alti
possibili.
AUTORE: Bill Clinton e James Patterson
CASA EDITRICE: Longanesi
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2018
PAGINE:489
Un thriller politico scorrevole e avvincente narrato in prima persona dal presidente Duncan degli Stati Uniti.
Parliamo, però, di un presidente che non somiglia affatto all’idea comune che, di lui, tutti abbiamo. Non è invincibile, anzi è affetto da una malattia che può metterlo ko in qualsiasi momento, non è interessato ad acquisire consensi ma persegue seriamente il bene dello stato, non mette gli accordi politici e le chiacchere dei telegiornali sopra il bene dei suoi cittadini. Insomma è il “presidente che vorrei” e Bill Clinton lo racconta magnificamente.
Spettacolari sono i tempi della narrazione di cui Patterson è abile maestro. Capitoli brevi, tanti dialoghi, stile asciutto, ritmo serrato. Si legge facilmente, anzi nella prima parte proprio non ti vuoi staccare dal racconto. Poi quando si svela il tipo di minaccia che incombe sugli stati uniti la nostra mente crea il percorso che la storia seguirà, perlomeno a grandi linee, e si perde un po’ di suspence.
In effetti il libro contiene molti stereotipi. L’analisi geopolitica presenta una Russia che ordisce piani destabilizzanti per il mondo occidentale facendo ricadere la colpa su terzi, il mondo arabo è diviso tra coloro che vorrebbero ritornare al periodo precedente all’influenza delle grandi potenze straniere e coloro che, invece, ne cercano la collaborazione, l’Europa vede nella Germania il suo più forte rappresentante e gli Stati Uniti sono i buoni che salvano tutti.
Ma questa volta non possono farlo da soli: gli americani, per salvare il mondo dal pericolo incombente, hanno bisogno dell’aiuto delle altre potenze amiche (Israele e Germania) e a denti stretti anche di quelle nemiche (Russia).
Restando in tema anche l’entourage del presidente riflette stereotipi consolidati: tentativi di detronizzare l’uomo al vertice del potere, talpe tra i più fidati collaboratori e rivali ottusi quanto abili. Tra tutte queste figure emerge un presidente che riesce a fare quasi tutto, risolve ogni garbuglio, trova i giusti compromessi, tende trappole diaboliche e suggerisce alle migliori menti del settore, momentaneamente in panne, il modo corretto per risolvere un problema informatico estremamente complesso. Quest’ultima cosa è talmente inverosimile da sembrare addirittura un aneddoto. Si perché la presenza di Bill Clinton tra gli autori trasforma ogni cosa. Ti sembra realmente di spostarti nelle sale della casa bianca, di avere una agenda impossibile, relazioni “cortesi” con nemici giurati e tendi a credere che tutto sia decisamente verosimile addirittura anche l’uscita del capo dello stato dalla residenza presidenziale, senza nessun tipo di "sicurezza" a proteggerlo, sembra un aneddoto.
"Gli esperti la chiamano "falsa equivalenza". Significa che, quando scopri una trave nell'occhio di un partito, per schivare l'accusa di parzialità sei costretto a scovare una pagliuzza nell'occhio del partito opposto e trasformarla in una trave. Queste pagliuzze gonfiate producono grandi benefici: copertura mediatica ai telegiornali della sera, milioni di retweet e altra benzina per i talk show. Quando travi e pagliuzze hanno lo stesso peso, le campagne elettorali e i governi dedicano sempre meno tempo ed energie ai reali bisogni della gente".
Grazie alla curiosità di vedere il back stage della White House, al pericolo, così verosimile, di crollo di tutto il sistema a causa del cyberterrorismo, nonostante manchino veri colpi di scena e alcuni personaggi siano poco credibili, il libro risulta avvincente.
In coda, inutile per la storia, ma logico pensando al personaggio del presidente Duncan, arriva il gran discorso ai membri del congresso: adatto ad ogni politico in ogni nazione in qualsiasi periodo storico.
“ Oggi in America è sempre noi contro di loro. La politica è diventata poco più di uno sport violento. Di conseguenza la nostra determinazione nel pensare sempre il peggio di chiunque non appartenga alla nostra cerchia è in aumento, mentre va scomparendo la nostra capacità di risolvere i problemi e di approfittare delle opportunità. Dobbiamo fare meglio di così”
" I cambiamenti avvengono ormai così in fretta, peraltro in un contesto in cui coesistono informazione e disinformazione, che la nostra stessa identità è messa a dura prova.
Che cosa significa oggi essere Americani? ........... significa concedere maggiori opportunità, dare un senso più profondo al concetto di libertà e rafforzare i legami che tengono unita la comunità. Significa restringere la definizione di LORO e ampliare quella di NOI. Significa non lasciare indietro nessuno, non dimenticare nessuno, non emarginare nessuno".
Consigliato SI
A chi - A chi ama i tecno thriller e la fantapolitica
- A chi ama leggere James Patterson
- A chi è un po' curioso sui retroscena di un presidente in piena crisi politica
Manuela

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